 D: Professore, il Karate Italiano, nei decenni in cui Lei l'ha condotto, ha raggiunto traguardi inimmaginabili e le Società Sportive Le riconoscono, pressoché all'unanimità, qualità dirigenziali d'eccellenza, che con grande sagacia hanno sempre saputo vivere un presente attivo proiettato nel futuro. Giunti alla conclusione di questo quadriennio, moltissimi si aspettavano di vederLa nuovamente impegnata come Vicepresidente Vicario della Fijlkam, cosa che, invece e con nostra sorpresa, non è accaduta. Ce ne illustra i motivi?
R: Come Lei stesso menziona -e La ringrazio per le Sue parole di stima-, ho avuto l'onore di guidare il Karate con l'aiuto ed il consenso di tutti e devo felicemente ammettere che la posizione raggiunta dalla nostra Federazione in ambito nazionale ed internazionale è di prestigio indiscusso. Siamo giunti alla fase che ho inteso costruire nel tempo e i tempi sono maturi per la consegna del testimone a coloro che si sono distinti sul campo, non solo per le loro capacità dirigenziali ma anche per il contributo innovativo delle loro giovani idee. In questi anni abbiamo conseguito crescita agonistica, culturale e tecnico-organizzativa anche grazie all'impegno ed all'abnegazione di queste persone.
D: Professore, la Sua risposta lascia intendere che Lei abbia opinioni precise sugli uomini che, secondo il Suo pensiero, dovrebbero proseguire questo cammino nella giusta direzione. Potrebbe essere più esplicito?
R: La componente consiliare Insegnanti Tecnici e Atleti ha svolto un lavoro eccellente, senza sbavature e all'altezza delle problematiche che meritano di essere concluse dai loro attori principali; per cui ritengo che la riconferma rispettivamente di Salvatore Nastro e Piero Zaupa sia stata necessaria. Per ciò che riguarda, invece, i Consiglieri Dirigenziali penso che il binomio Sergio Donati e Roberto D'Alessandro corrisponda, anche in virtù dell'eccellente lavoro svolto in seno alla Commissione Nazionale Scuola e Promozione, all'auspicabile e proficuo sviluppo che la nostra Federazione potrà realizzare in virtù di quanto ho detto sopra.
D: Professore, dobbiamo ritenere che questo significhi che la Sua preziosissima collaborazione terminerà con questo mandato?
R: Come pensa sia possibile che una vita dedicata alla Federazione possa concludersi solo in virtù dell'assenza di mandato? Mi sono tesserato con questa Federazione (allora F.I.A.P.) il 1° agosto 1949 nelle specialità della Lotta e della Pesistica ed il 3 novembre 1966 ho iniziato come Presidente del Comitato Regionale Calabria la mia "avventura" nel Karate. Certamente continuerò a lavorare per la Federazione, sempre disinteressatamente e con spirito di servizio come ho fatto in questi decenni, e darò la mia assoluta disponibilità ai Comitati Regionali, alle Società Sportive, agli Associati (Dirigenti, Ufficiali di Gara, Insegnanti Tecnici, Atleti, ecc.) ed a tutte quelle componenti strutturali che se ne vorranno avvalere.
D: Le Sue parole sono state chiarissime e incoraggiano ad una determinazione più solida nella continuità. Permetta, ad ogni buon conto, di esprimere ancora un pensiero e la naturale domanda che ne deriva.
In questi lunghi anni di lavoro ed impegno, fra le altre cose, Lei è stato insignito della Stella d'Argento e della Stella d'Oro CONI al Merito Sportivo. È un traguardo che l'organismo sovrano dello Sport nel nostro Paese riconosce alla Sua costanza e competenza. Tuttavia, la nostra riflessione è centrata su due aspetti che apparentemente risultano contrastanti e che confermano l'estrema complessità della Sua opera in seno allo Sport. Nel primo aspetto osserviamo che dal punto di vista dirigenziale, contrariamente a quanto di solito accade, al termine dei Suoi mandati elettivi è stano nuovamente rieletto e non ‘nominato' come avviene nella maggior parte degli Organismi Sportivi, benché, in questo caso, noi ci si riferisca alle Organizzazioni di valenza mondiale del Karate. Infatti, dopo esserne stato Presidente o Vicepresidente, le Assemblee hanno straordinariamente chiesto ed espresso per acclamazione la volontà di continuare ad averLa come componente attivo, un ‘mentore'. È stato eletto Presidente Onorario della Federazione Europea Karate, Presidente Onorario dell'Unione Federazioni Mediterranee Karate, Membro d'Onore della Federazione Mondiale Karate e, solo pochi giorni or sono, Presidente Onorario della Federazione Italiana Judo Lotta Karate Arti Marziali. È un segno di profonda stima e gratitudine che noi pensiamo sia stata riconosciuta ad un Dirigente che ha messo in campo anche una competenza disciplinare che, a nostra modesta osservazione, non ha eguali. Nel secondo aspetto osserviamo la Sua attenta capacità di coniugare nel Karate le Sue competenze di Maestro di Lotta con le variabili tecnico-tattiche del Kumite, quelle di Maestro di Ginnastica Artistica con le espressioni qualitative dei Kata e, infine, quelle di Maestro di Pesistica al servizio dell'Allenamento Fisico di Alto Livello.
E sono proprio le osservazioni sull'insieme concertato della Sua opera che ci lasciano ‘smarriti' e che naturalmente fanno nascere la sintetica domanda: D: Come pensa che sarà mai possibile ‘replicarLa'?
R: L'attenta e pertinente analisi che L'ha condotta a formulare questa domanda mostra una notevole esperienza nell'osservazione del fatto federale. Tuttavia, esiste un aspetto che a volte è posto ad un livello inferiore e, pertanto, può impedirci di cogliere la visione dell'insieme del contesto sportivo-dirigenziale e l'importanza dell' interezza.
Mi riferisco al fatto che una Federazione non è un uomo, ma un insieme di individui che, ben orientati, contribuiscono da protagonisti alla realizzazione della casa comune. Ovviamente, è fondamentale l'idea chiara della direzione da seguire ed è questo il compito principale del buon Dirigente: operare la scelta giusta e fornire indicazioni di indirizzo che sappiano tenere in considerazione in modo integrato aspetti amministrativi, gestionali, normativi, promozionali, sportivi e tecnici.
Tutte queste componenti danno come risultante la Federazione; ragion per cui ciascuno deve svolgere un lavoro che deve armonizzarsi con quello degli altri. Compito del Dirigente è coordinare il contributo di tutti e saperlo orientare al raggiungimento di un valore -collettivo- più elevato. Spero che questa risposta possa soddisfare la Sua domanda. Fonte: crtkarate.it(http://www.crtkarate.it/it/notizie-ed-eventi/introduzione/intervista-al-prof.-giuseppe-pellicone.html)
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