KARATE MAGAZINE ITALIA

Intervista a Sara Cardin World Karate Champion -55 kumite

sara 4


KMI:Ci racconti in sintesi la tua storia sportiva?
Sara: Ho iniziato a 7 anni.. Ero un po’ maschiaccio, avevo bisogno di sfogarmi e avere tanti stimoli. Il karate mi ha dato subito tutto ciò. Ho iniziato con i percorsi e ho vinto il mio primo campionato italiano di kumite a 14 anni. Da lì altri 17 titoli tra individuali e squadre. In campo internazionale ho sempre partecipato a molte gare. Non essendoci ancora i campionati europei femminili giovanili, il mio primo oro europeo è stato da juniores.. Da lì son passata nella senior e sono arrivati altri due ori europei e due argenti.. Un argento ai mondiali di Belgrado e l’anno scorso finalmente l’oro mondiale a Brema.


KMI: La cosa più importante per essere competitivi nel kumite ?
Sara: Non c’è un cosa più importante delle altre… Certo è un sport di velocità ed esplosività, e una tartaruga faticherebbe… Però ciò che più è importante credo sia la testa, la capacità di leggere il combattimento, la grinta, i riflessi, la fantasia e cosa si porta uno dentro nel tatami.


KMI: Come sei Sara quando vai a competere?
Sara: Concentrata, diversa, esplosiva… Non c’è spazio per la dolcezza, cerco le sensazioni positive, la forza interiore, la voglia di arrivare ed emergere.


KMI: Qual è la tua pianificazione per il mondiale del 2016 ?
Sara: La preparazione fisica è stata fatta questa estate, ora parteciperò a diverse Premier League, le quali mi servono per capire il mio stato e quello delle mie avversarie… Ci sarà un richiamo sulla preparazione atletica credo in dicembre e poi si riparte con il focus sull’europeo di maggio e soprattutto sul mondiale di novembre.


KMI: Costa un sacco di fatica per mantenere un buon livello. Cosa ti spinge?
Sara: Costa fatica, ma io ho bisogno di sfogarmi. Mi piace allenarmi perché il più grande avversario rimane sempre SARA , ho bisogno di metterla alla prova, di lottare e portarmi al limite. Mi piace stancarmi e sfidarmi fondamentalmente.. Poi ovviamente il tutto rientra all’interno di un progetto fatto di obiettivi e traguardi che ci prefissiamo e, per continuare a vincere, si sa c’è sempre qualcosa su cui lavorare per migliorare, adattarsi, cambiare…non mi annoio!


KMI: Quale e il tuo più grande avversario ?
Sara: Sono sincera.. Ci sono periodi che mi dà fastidio più un’atleta rispetto al l’altra, ma non ho una bestia nera, ho perso un po’ con tutte e vinto con tutte.. Rimane sempre SARA la più difficile da battere, qualche volta collabora, qualche volta frena.. Quando sto bene, non temo veramente nessuna.


KMI: Come ti concentri prima della gara?
Sara: Ho un modo tutto mio per concentrarmi sulla gara… In realtà cerco di distrarmi.. Non mi piace scaldarmi nella warm-up dove ci sono tutti e tutte che urlano e si gasano, ho bisogno invece di isolarmi.. In un sottoscala, in un corridoio.. Sola, magari nel silenzio.. Tanto il casino gara ce l’ho già dentro. Comincio a muovermi libera, a sentire la forza che mi viene dal pavimento, mi ascolto e concentro e cerco di far uscire solo la voglia di combattere… Me la prendo con una colonna, lo spigolo di un muro o di una porta.. Cose rapide e decise. Poi allaccio la cintura, stringo la coda e vado.


KMI: Hai scaramanzie particolari?
Sara: Non ho scaramanzie particolari.. Ho solo il mio modo preferito per concentrami ed entrare in gara.. Una buona colazione, mettere il kimono con calma, cercare il mio spazio tranquillo… Quando sono a bordo tatami una stretta alla coda non manca mai..


KMI: Quale sono i metodi di allenamento?
Sara: A fare la differenza sicuramente è ciò che si fa da bambini e io sono cresciuta col progetto Aschieri. Poi è importante il tecnico che ti segue quotidianamente; deve avere la capacità di creare un programmazione, individuare gli errori ecc…In ultima bisogna mantenere sempre alti gli stimoli, girare, confrontarsi, competere per imparare..


KMI: I tuoi meriti internazionali?
Sara: Credo che non siano solo i risultati a fare grande un atleta.. Spesso è il suo modo di combattere, l’atteggiamento sul tatami e fuori dal tatami… E una delle cose che mi piace e gratifica di più, è vedere molto rispetto delle altre atlete nei miei confronti.. Che si vinca o si perda.. Lo vedo nei loro occhi che mi riconoscono valore e sportività e per me questa è una grandissima vittoria.

*(KMI: karate magazine Italia, Sara: Sara Cardin)

**(Karate Mag: Team Italy Female Kumite)

***(Social : https://www.facebook.com/saracardinofficial)