KARATE MAGAZINE ITALIA

Intervista ad Alexandra Recchia atleta della nazionale Francese di kumite -50kg

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KMI: Ci racconti in sintesi la tua storia sportiva?

Sandy: I miei genitori mi mandarono a Karate. Io ero la più piccola nella mia classe ed ero nervosa, appena cominciai presi un colpo e dissi “stop”, e mi sentii sconfortata. Nonostante ciò avevo già, da quando ero molto piccola, un carattere forte; i miei genitori mi portarono quindi alla CORPS Karate a Saint-Fons nella periferia di Lione. Mi fissai sul Karate. Non ho una spiegazione del tutto logica ma ne era appassionata. Stavo diligente e seria, dicevo anche ad altri bambini di tacere in modo che io potessi seguire la lezione. Mi sono subito sentita migliorare nelle prestazioni. Inoltre io detestavo perdere, era insopportabile per me. Per otto anni ho avuto lo stesso Maestro in questo piccolo club della regione. Ha subito capito che sarei potuta andare lontano, diceva che differivo dagli altri bambini. Ha poi chiesto di vedere i miei genitori per dire loro che che non aveva più nulla da insegnarmi, che se volevo andare avanti avrei dovuto lasciare il suo club ed andare in un altro migliore. Quest’uomo era un po’ come il mio secondo padre. Ho cambiato quindi squadra e sono diventata per la prima volta campionessa di Francia (nel 2002), iniziai la preparazione dei campionati europei giovanili due anni più tardi. Prima selezione nel 2005. Prima medaglia internazionale del 2007 all’open di Parigi mentre ero quasi Junior (categoria inferiore ai Senior). Primo titolo europeo nel 2008 a Trieste. Primo titolo mondiale a squadre nel 2010 in Serbia e nei singoli nel 2012 a Parigi. Tutto finalmente esaudito velocemente.


KMI: La cosa più importante per essere competitivi nel kumite?

Sandy: Io risponderei senza esitare: l’allenamento! Perseveranza e lavoro quotidiano, non avere paura di ferirsi e di soffrire; bisogna superare i propri confini. E’ necessario essere sostenitori della cultura dello sforzo di sviluppare una forma fisica resistente, nonché una forma mentale incrollabile. Credo davvero che tutte le qualità richieste per essere competitivi si riassumano nell’allenamento.


KMI: Come sei, Alexandra, quando vai a competere?

Sandy: Mi piace la competizione, ciò che si sente: lo stress, il desiderio, l’impegno, la determinazione. Quando sono sul tatami mi libero, mi esprimo, tiro fuori la leonessa che è in me. Prima di entrare, io sono come tutti credo, in stallo, spero di sentirmi bene, di avere tutti i miei mezzi. La competizione è il motivo per cui si soffre nel quotidiano. L’adrenalina, la gioia, le vittorie, le sconfitte, rivalutazioni, l’orgoglio.. ciò che si sente durante e dopo la competizione. La concorrenza non mi spaventa, anzi, mi fa più forte! E’ più spesso su forti avversari che ho fatto i miei migliori combattimenti e prestazioni perché io elevo il mio livello al massimo e sorpasso me stessa.


KMI: Qual è la tua pianificazione per Baku 2015?

Sandy: Abbiamo enormemente lavorato sui profili delle combattenti presenti ai gioch; su strategia, perché alcune ragazze sono veramente imprevedibili e non vengono alla luce facilmente. Penso che tutto dipenda dal mio stato di forma perché la stagione è stata molto lunga, con un podio mondiale ed uno Europeo. La strategia è necessaria per gestire lo stato di stanchezza, perché ho una vita professionale molto viva ed estenuante (infatti studio Legge).


KMI: Costa un sacco di fatica per mantenere un buon livello. Cosa ti spinge?

Sandy: Come ho già detto, si tratta di un lavoro nel quotidiano. L’esperienza aiuta, ma non è sufficiente, così come il talento! E’ necessario essere rigorosi ed esigenti. Quello che mi motiva è il desiderio di andare sempre più in alto, più lontano. Non ho confini, mi piacciono le sfide! E anche io ho una grande famiglia e un fan club, che mi aiuta nel quotidiano. Spesso mi sono sentita dire che sono io ad ispirare la gente, che io sono un modello. Non voglio deluderli. Loro sono la mia forza!


KMI: Quale e il tuo più grande avversario ?

Sandy: SERAP OZCELIK. E’ una grande avversaria. Noi siamo della stessa generazione (1988) e ci incontriamo in competizione da 15 anni. All’inizio mi ha sconfitto una o due volte addirittura! Oggi, è di 50-50 per lo più!! Ha un Karate molto simile al mio: rapido, esplosivo e soprattutto offensivo. Le nostre battaglie sono spettacolari. Accanto a questa volontà di vincere sul tatami manteniamo una bella complicità e soprattutto un grande rispetto. Ci siamo anche scambiate le nostre tute nazionali. Due eventi estremamente importanti mi hanno toccato, nella nostra storia comune: Il primo, nel 2012 a Bercy ai Campionati del Mondo, l’ho battuta. Ero seduto in attesa della premiazione, non ho cessato di piangere di gioia, si diresse verso di me con un sorriso enorme e mi afferrò tra le braccia. E ‘stato così commovente. Il mio secondo ricordo, è nel 2014, questa volta è lei che chi vince la “corona”. Dopo il suo ultimo combattimento mi congratulato con lei a mia volta. E lei mi ha risposto: «E’ te che volevo di fronte». Un vero riconoscimento da una grande atleta

*(KMI: karate magazine Italia, Sandy: Alexandra Recchia)
**(Web site : http://alexandrarecchia.com)